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Diego Collaveri – Fango


Fango

 

Nuova uscita in casa La Corte Editore!

SINOSSI

Fango Diego CollaveriLivorno. La sera del 9 settembre 2017 alla porta di Giacomo Donati, personaggio poco pulito che vive fotografando e ricattando coppie clandestine, si presenta Jamila, una prostituta che lavora nello strip club di un amico. La giovane vuole assumerlo per scagionare il fratello Chaid, un piccolo spacciatore accusato dell’omicidio di una ragazza. Donati però, che aveva conosciuto la vittima da bambina, si rifiuta categoricamente di aiutarla, anche se lei giura che il fratello è stato solo incastrato.

La mattina seguente, dopo la tremenda alluvione che nella notte colpisce la città, Donati scopre che anche Jamila è tra i morti causati dal disastro. Tragica casualità o qualcuno ha voluto metterla a tacere? Roso da una ritrovata coscienza, comincia a indagare sfruttando i suoi contatti nella malavita locale e coinvolgendo anche Anna, un agente di polizia con cui ha una relazione.

A poco a poco si renderà conto di un disegno ben preciso, che lo porterà a inciampare in un grosso traffico di droga gestito dalla ‘ndrangheta, e, senza quasi rendersene conto, si ritroverà coinvolto in prima persona in uno sporco gioco in cui proprio lui sembra essere il capro espiatorio perfetto. In una caccia all’uomo che diventerà sempre più serrata, sullo sfondo di una Livorno ferita e piegata sotto il fango e i detriti, riuscirà Donati a salvarsi e a scoprire la verità?

Diego Collaveri
Fango
La Corte Editore – La Corte Editore
232 pagine

Il mio dialogo con il libro

Quando ho chiuso il libro, mi sono sentita un po’ persa. L’atmosfera della narrazione, Giacomo Donati e Livorno mi avevano ormai invitato a stare da loro. E io mi trovavo bene, per quanto la storia fosse scomoda, brutale e impietosa nel mostrare quanto può sprofondare in basso l’asticella dello squallore.

Un altro elemento che mi è balzato subito agli occhi è la maturità del testo. Conoscevo Diego Collaveri dal romanzo precedente, Il passato ha un prezzo, che mi era piaciuto per la scorrevolezza e perché metteva l’accento su una parte dimenticata della storia nazionale, sempre a Livorno.

Questo Fango, però, ha diverse “forze” in più, che lo fanno diventare di ampio respiro e un libro difficile da mettere da parte, anche dopo averlo letto.

FangoAll’inizio, dopo i primi capitoli, pensavo che il fango del titolo si riferisse all’alluvione subita da Livorno, che ne rovesciò letteralmente un mare su certe zone della città e che costituisce l’evento di apertura del titolo. Man mano, però, emergono altri tipi di melma. Magari meno visibili, ma altrettanto letali. Quasi in contemporanea con l’alluvione livornese, incontriamo Giacomo Donati. Personaggio interessante, quanto pieno di chiaroscuri e contraddizioni, forse a causa del suo stile di vita… o è forse il suo stile di vita ad essere “causato” dalla sua natura. Il suo è un business di nicchia, molto ricercato, per quanto con riluttanza e tocchi di odio: fotografa coppiette clandestine, di cui rivende la documentazione per immagini ai suoi recalcitranti committenti, solitamente i coniugi di uno dei fotografati. Sì, forse non è l’attività più ricca di etica, la sua. Nemmeno così tanto redditizia, ma è creativa e per vivere è necessario fare qualcosa, se questa è una delle ultime opzioni rimaste.

Ci si può immaginare che Giacomo Donati sia un individuo sempre a corto di soldi e di moralità, una specie di bruto solo dedito a soddisfare le sue esigenze primarie. Per fare un lavoro del genere, e in modo continuativo, non penserete che sia un benefattore dell’umanità, no?

Ah, fosse così facile inquadrarlo ed etichettarlo in questo modo.
Quando pensi che un personaggio sia una specie di caratterista, delineato solo tramite una o più caratteristiche dominanti, è il momento di sedersi con il popcorn, la coca-cola e cercare di indovinare da dove arriverà il colpo di scena.

Qui comincia quasi subito, per poi progredire inarrestabile. Il primo a sorprendersi è proprio lo stesso Donati. La sera del 9 settembre, prima che si apra l’inferno a Livorno, riceve la visita di una bella ragazza di colore, Jamila, una prostituta-spogliarellista che cerca il suo aiuto. Vuole scagionare il fratello da una bruttissima accusa di omicidio, ai danni di una ragazza del posto, Elisa. Lei sa che è innocente, e sa che Giacomo potrebbe aiutarla e lei non ha problemi a pagare. Il fotografo, però, ha problemi ad accettare il lavoro. Conosceva la vittima, ma non è interessato a rivangare una faccenda che percepisce come spinosa, e la manda via senza pensarci troppo. Il giorno dopo la tragedia, scopre che tra le vittime figura proprio la spogliarellista.

Una terribile e dolorosa coincidenza.

Coincidenza, davvero? Allora sono due. Elisa e Jamila, due donne entrate nel cerchio di conoscenza per quanto superficiale di Donati, muoiono a breve distanza l’una dall’altra. Curioso, no… ? Jamila, suo fratello, Elisa… che triangolo bizzarro. Talmente bizzarro da rimanere completamente agganciato. E noi lettori con lui. Tutti.

Qualcosa che assomiglia ad un prepotente e inaspettato desiderio di scoprire la verità si desta feroce in Donati, e non lo molla più fino alla fine del romanzo. Anzi. Cresce ad ogni passo, e soprattutto ad ogni ostacolo: prima ancora di scoprire la verità, il fotografo è costretto a riconoscere di aver aperto un vaso di Pandora pieno di fango e marciume spirituali. E proprio nelle persone che apparentemente sono le più rispettabili della società e quelle che persino dovrebbero agire per il bene e la protezione della suddetta.

Attento a quello che chiedi, perché potresti ottenerlo: è quello che Donati sperimenta sulla sua pelle, ma come abbiamo detto, quel desiderio di verità è feroce e non si fa mettere da parte per niente.

A tutti i costi, contro tutto e tutti, perdendo amici, difendendosi da nemici nuovi, vecchi, conosciuti, sconosciuti e pericolosi, acquisendo alleati improbabili e inaspettati, Donati arriverà a svuotare e a chiudere il vaso di Pandora.

Niente è mai come sembra.

 

L’autore

Diego Collaveri ha lavorato per anni nel campo musicale, collaborando con Emi Music e si è occupato di sceneggiatura cinematografica per diverse società, tra cui Fandango.
Nel 2003 ha fondato la Jolly Roger productions, un’etichetta indipendente per le produzioni video.
Dal 2015 al 2017 è docente di sceneggiatura e storia del cinema presso la Scuola di Scrittura Carver di Livorno.
Ha pubblicato diversi romanzi, soprattutto di genere noir, che gli hanno permesso di essere finalista e di vincere diversi premi, tra cui il Premio della Giuria – Garfagnana in Giallo nel 2018.
Fango è il primo libro pubblicato con La Corte Editore.

Del Furore Di Aver Libri
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